Bilancio sociale
Bilancio sociale
La Proposta ha sempre ritenuto che la redazione del bilancio sociale sia altrettanto importante di quella del bilancio economico. Il primo bilancio sociale che la cooperativa ha redatto risale al 2005 vedendolo, già allora, uno strumento identitario e di trasparente valutazione interna ed esterna.
L’avere messo in piedi un procedimento di verifica nella nostra prassi complessiva ci ha sempre permesso di vedere dove abbiamo raggiunto i risultati che ci eravamo prefissi e, al tempo stesso, vedere, invece, gli ambiti nei quali dovevamo migliorare la nostra azione.
Se il bilancio consuntivo di esercizio, pieno di numeri a volte un po’ aridi, pur nella sua importanza rappresenta lo scheletro, il bilancio sociale costituisce la carne, i muscoli, la pelle, è ciò che racconta le nostre emozioni quotidiane fino a far emergere i nostri lineamenti e fattezze e renderci, perciò, unici e identificabili.
È ovvio pertanto che debba essere facilmente leggibile, veritiero e permetta in primo luogo ai soci e dipendenti (ma poi a tutti gli stakeholder) di capire dove si trovano, dove stanno lavorando, con chi stanno lavorando e quali sono i nostri valori e principi.
Nel 2008, La Proposta prende la strada della “resoconto sociale” perché, al tempo, cambiare nome volle dire anche cambiare ciò che volevamo comunicare e presentammo un resoconto sociale allontanandoci, quasi, dal “peso” della parola bilancio. Le attività realizzate dell’esercizio 2007 vennero considerate anche sotto il profilo etico-sociale e analizzate secondo i principi di accountability che si stavano affermando a livello nazionale e internazionale. Mettemmo a fuoco la capacità di tenere fede agli impegni presi verificando i traguardi raggiunti e quelli ancora da raggiungere, nel tentativo di misurare quanto la missione e le linee strategiche si traducessero in una prassi coerente.
Del resto già allora pensavamo che “rendere conto” fosse la giusta filosofia per la nostra realtà cooperativa e significava rispondere alle attese dei nostri interlocutori, rivelare una gestione trasparente della nostra organizzazione, riportare con precisione l’impiego dei contributi investiti dagli enti sul territorio, esprimere le nostre opinioni, anche se contro corrente.
Negli anni successivi, poi, presi dalla logica dell’emergenza economica, abbiamo “dimenticato” quanto fosse importante, prima dell’inizio di un nuovo anno, misurare i risultati ottenuti nella precedente gestione e verificare la coerenza delle attività con i principi enunciati. Con il 2011, fino alla nuova normativa, abbiamo cessato di redigere il bilancio sociale, ma è stato un po’ come smettere di “guardarsi dentro” per comunicare a noi e agli altri come siamo, come siamo cambiati, come stiamo operando. Per fortuna da alcuni anni si è tornati a stilare il bilancio sociale che è l’unico modo per l’azienda, profit o no profit che sia, di valutare il proprio operato al di là di quanto dicono i numeri della chiusura del bilancio di esercizio.
Ormai, diciamolo, anche il Terzo Settore e, dunque, le cooperative sociali, sono aziende, ma aziende sociali e per ben operare bisogna che i due piatti della bilancia (numeri e capitale umano) siano perfettamente in parità.
Il bilancio sociale ci permette così, di comprendere il ruolo svolto dalle nostre attività nella società civile; di confrontare quanto realizzato con le esigenze sociali preesistenti, fornendo informazioni sul raggiungimento degli obiettivi sociali prefissati; di sviluppare pratiche di democrazia e trasparenza nell’ambito delle attività e verso gli stakeholder di riferimento; di rendicontare se le azioni sociali dell’impresa hanno delle ricadute in termini di utilità, legittimazione ed efficienza; di rappresentare un momento di riflessione sull’impegno che si ha all’interno della cooperativa per migliorare la qualità dei servizi, rapporto con i clienti, sicurezza sul posto di lavoro e attenzione al personale svantaggiato.
Da quando la normativa richiede, nuovamente, la presentazione del bilancio sociale, ci avvaliamo, per la sua redazione, della piattaforma messa a disposizione dal Consorzio Coob alle cooperative aderenti (del quale Consorzio facciamo parte dal 2019). Ma continuo e costante è il bisogno di un confronto continuo con il nostro personale, con i tirocini e gli inserimenti che ospitiamo, con fornitori e clienti perché sentiamo la necessità di capire in modo approfondito, anno dopo anno, dove dobbiamo intervenire per migliorarci, quali ambiti potenziare e, soprattutto, verificare nel profondo la salute, lo stato di benessere dei nostri dipendenti e non e lo stato di gradimento dei nostri clienti.
Ecco, un bilancio sociale ben meditato può essere un paracadute.