Sulla capacità di accogliere: La Proposta compie 42 anni

Sulla capacità di accogliere: La Proposta compie 42 anni

di Andrea Friscelli

Sono stato stimolato a scrivere qualcosa per il compleanno della cooperativa. Del resto credo di essere uno dei soci fondatori ancora sulla breccia ,forse l’unico, e quindi una riflessione è in qualche modo dovuta, ma non vorrei parlare della storia o di aneddoti capitati in questi anni, l’ho già fatto altre volte. Oggi vorrei parlare di uno dei fondamenti dell’azione di una struttura come la nostra e cioè della capacità di accoglienza.

Ora al netto del fatto che chiunque lavori a contatto col pubblico che si tratti di un ufficio pubblico di un negozio della prima accettazione di un ospedale o di quello che volete dovrebbe essere fornito di una certa capacità di accogliere persone indicandogli la strada dando informazioni sorridendo e quanto altro credo che questa non si possa chiamare propriamente accoglienza.

È certamente una base di quello che intendo ma forse si tratta solo di buona educazione che come tale implica sempre una certa capacità di fingere mettendo a tacere le proprie reazioni negative.

Io voglio parlare di accoglienza per quelle situazioni in cui ci troviamo di fronte a persone fragili che chiedono aiuto nel nostro specifico magari chiedono un lavoro o comunque una introduzione a quel mondo . Ma pensiamo naturalmente anche a chi va da un medico o da uno psicologo comunque da chi esercita una professione di aiuto. Allora entra in gioco la vera accoglienza che di capacità di ascolto e di empatia. La capacità di ascolto si fonda sulla possibilità di fare silenzio dentro di sè quasi di creare un vuoto dove l’altro con le sue parole e la sua storia possa trovare uno spazio entrare e farsi capire. Se questa capacità non c’è se non è il momento giusto perchè siamo assillati da altre cose dalle nostre cose meglio rimandare e aspettare il momento più propizio.

Riguardo all’empatia credo che ci sia chi ne è più o meno dotato e situazioni che la stimolano di più o di meno forse non si insegna a credo che la si possa allenare perchè i neuroni a specchio (fondamento biologico dell’empatia)tutti li abbiamo. Non sono una mammoletta e so che specialmente quando si parla di lavoro non sempre si può dire di si spesso è necessario di dire di no. Ma credo che faccia tutta la differenza del mondo se il no arriva da una persona annoiata frettolosa e poco interessata o invece arriva dopo un buon incontro che magari permetta al richiedente di aver capito qualcosa in più su di sè e su quello che sta chiedendo.

La cooperazione sociale si trova spesso e guai se non lo facesse a trattare persone che hanno fragilità di vario tipo e intensità ed a cercare di costruire insieme a loro proposte di rinascita o di rimessa in moto. Credo che avere nella propria cassetta degli attrezzi una buona capacità di accoglienza come ho brevemente cercato di descrivere sia una necessità imprescindibile e non delegandola allo specialista di turno ma almeno in qualche misura avendola un po’ tutti a disposizione dentro di sè. Qualunque capacità aziendale di progettazione di proceduralizzazione burocratica dei processi interni diventa niente se non si appoggia sulla capacità di accogliere il disagio.

La cooperativa La Proposta che viene da oltre quarant’anni credo che abbia maturato sempre viva questa fiamma al proprio interno e l’augurio per il futuro è che non lasci mai spegnere quel fuoco.

Tanti auguri La Proposta!